giovedì 8 marzo 2012

Donne


Questa ricetta è per le donne, per tutte le donne: per quelle che si sentiranno in colpa a mangiarla e per quelle che ne vorranno due.
Per chi vuol sempre dimagrire e per chi se ne frega ed esce anche senza trucco e parrucco.
Per le donne adulte e per quelle che stanno per arrivare come Adelina.
Per le donne innamorate che si vorrebbero trasferire sull’Everest per l’Amore e per quelle deluse che vorrebbero poltrire a letto.
Per chi lavora come una pazza, per quelle disoccupate che pagherebbero pur di lavorare, per chi riesce a conciliare figli,lavoro, casa, palestra, marito, genitori e suocera e per chi non riesce nemmeno ad immaginare di farlo.
Per chi sta per sposarsi e si sogna tutte le notti di arrivare all’altare conciata come Brooke Logan, e per chi invece dovrebbe togliersi le due mortadelle da 20 kg che porta sugli occhi e ricominciare a pensare in prima persona singolare.
Per chi è andata in pensione per poi farsi due ore di macchina al giorno per aiutare figlia e nipoti e per chi si sente in colpa perché finchè non va in pensione sua figlia non può cercare l’agognato erede.
Per chi l’8 marzo ha contribuito a crearlo, ed alle successive generazioni che lo hanno trasformato nella fiera del polline.
Non riesco a credere in una categoria generale, nè dividere il mondo in bianco o nero, donne e uomini, bravi e cattivi. Ma credo che  le donne, come categoria, non siano favorite e credo anche che si dovrebbe smettere di parlare “ di donne” ma che ogni singola donna dovrebbe impegnarsi per migliorare il suo mondo e, quindi, anche quello di chi le sta vicino. 
In bocca al lupo!

Si tratta di un caffè, un caffè messo in un bicchiere tutto abbondantemente spalmato di nutella e ricoperto con la panna, e sopra la panna dei cioccolatini minuscoli e granella di nocciole...
E anche  se oggi è la festa della Donna diamo a Cesare quel che è di Cesare: è la miglior ricetta di mio marito!

mercoledì 7 marzo 2012

NONNI


10 anni fa ieri  veniva a mancare mio nonno.
Fino a quel momento la sua presenza, semplicemente, ERA. Non posso dire  che lo davo per scontato , solo che non mi ero mai accorta di quanto fosse sostanziale nella mia vita la sua presenza. E benché vivessimo sotto lo stesso tetto, mi sembrava fossimo pianeti con orbite distinte... Poi a ripensarci mi viene in mente che mai una volta mi ha detto che mi voleva bene, eppure ogni primavera le sue mani callose mi offrivano le prime fragole ancora calde di sole. Non ha mai preteso di insegnarmi nulla ma la sua stessa vita mi ha fatto rimanere aggrappata ai miei principi in qualsiasi momento. L’ho amato intensamente per tutta la vita senza nemmeno saperlo.
Oggi un altro nonno  se n’è andato.
Non lo conoscevo bene, ma per più di 25 anni abbiamo passato insieme la Vigilia di Natale con la famiglia dei miei zii.
Ripeto, non lo conoscevo bene, ma era il nonno di due donnine che sono straordinarie e che da lui qualcosa hanno sicuramente preso, ed era anche un papà e un marito e tantissime altre cose che non saprò mai. Per me era una parte del mio Natale.
Quando è mancato mio nonno, per non lasciarmi andare al dolore ho preso delle uova (12 uova) e della farina e mi sono frantumata polsi e mani con un mattarello ed ho preparato tagliatelle allo sfinimento. Stasera ne ho fatte meno, ma andavano fatte.
Ciao Luigi

lunedì 5 marzo 2012

MENù: Arrosto alla senape con patate e broccolo romano.


Avevo voglia di carne, morbida, succulenta, saporita ma non... la solita! In effetti l’arrosto lo preparo spesso e volentieri, con svariati tagli e diversi tipi di carne, quindi trovare qualcosa di diverso non è stato proprio semplice. 
Pensa e ripensa, guardo la carne, tiro fuori tutte le mie scatoline delle spezie, che riconosco solo io perché nessuna ha l’etichetta, apro il frigo, lo richiudo, e poi... Idea Luminosa! (cit Gru).
Per sei persone ho preso 1,2 Kg di arista di maiale, in una ciotola ho mescolato della senape di Dijon, pepe, origano e poco timo, poi ho legato la carne, e l’ho massaggiata con la salsa quindi l’ho chiusa con della pellicola e fatta riposare per 2 ore in frigorifero.
In una pentola dai bordi sufficientemente alti ho scaldato l’olio con due spicchi d’aglio, una volta arrivato a temperatura ho tolto l’aglio e messo a “chiudere” la carne su ogni lato.
Una volta ben rosolata ho aggiunto cipolla carota e sedano , circa mezzo litro di brodo di pollo e ho fatto cuocere a fuoco medio per 50 minuti, quindi ho spento e lasciato raffreddare.
Una volta che la carne è fredda è molto più semplice affettarla, quindi ho tirato fuori il coltellaccio da carne e ho tagliato delle fette di circa mezzo centimetro.
Poi ho preso il sugo di cottura e ci ho aggiunto altri 2 cucchiai di senape quindi ho frullato il tutto ottenendo una salsa densa e profumata e vi ho adagiato la carne a riposare.
Un arrosto del genere può essere fatto anche con largo anticipo,anzi, sarebbe meglio farlo il giorno prima in modo da assicurarsi che gli aromi penetrino nella carne!
Per i contorni ho deciso di prepararne uno che è un classico: le patate, e uno che quassù in terra sabauda non è proprio diffusissimo: broccolo romano con i pinoli.
Ho fatto bollire delle patate tutte all’incirca delle stesse dimensioni per 10’, poi le ho tagliate a fettolone e mescolate con un cucchiaio di pangrattato, e infine ripassate in padella fino a renderle croccanti, e salate solo prima di servirle.
La ricetta dei broccoli ( o cavolfiori o broccoli o broccoletti) con i pinoli mi é stata raccontata  su un Chesna in Venezuela volando in mezzo alla nebbia per vedere il Salto dell’Angel ( le cascate più alte del mondo). Io ero intenta a pensare al mio epitaffio e Gigi (Grazie!) mi ha distratta parlando di cucina napoletana tra un vuoto d’aria e l’altro...
Mondare le verdure e sbollentarle per qualche minuto.
Scaldare dell’olio con dell’aglio e poi finire la cottura dei broccoli saltandoli e aggiungendo uno o due pelati: non esagerare altrimenti il tutto diventa troppo liquido.
Al momento di servire in una pentola a parte saltare con poco poco olio una manciata di pinoli e della crosta di pane secco sbriciolata grossolanamente, che rendono il tutto croccante... una meraviglia!

venerdì 17 febbraio 2012

MENù: trota al forno con riso selvaggio, salsa allo zafferano e insalata di verza



Le trote, si sa, fanno rima con burro e salvia, ma per non farle diventare troppo pesanti invece che in pentola( anche perchè una così grande ancora non ce l’ho) ho deciso di infornare il pesce imbottendo la pancia di salvia e qualche fiocco di burro: chiuso il cartoccio e via a 180° finchè l’occhio non diventa bianco.
Intanto che il pesce cuoce ho messo a cuocere il riso selvaggio, che è saporito e fragrante, servito in una ciotola in modo che ogni commensale possa servirsi a piacere.
L’insalata di verza l’ho preparata velocemente tagliando a velo della verza e condendola con una vinaigrette preparata con 2 parti di olio, una di aceto, ed una di senape piccante: condita con qualche minuto di anticipo per far amalgamare bene i sapori senza rendere gommosa la verza.
In un altro tegame ho fatto schiumare del burro e ci ho messo a soffriggere 2 carote medie e un pochino di cipolla. Quando hanno cominciato ad intenerirsi ho aggiunto 100 ml di panna e fatto cuocere a fuoco lento per 15 minuti circa. A fine cottura ho aggiunto un pizzico di pistilli di zafferano, sale e un poco di salvia essiccata in modo da richiamare quella che ho usato per condire la trota. Ho frullato il tutto e l’ho servito tiepido insieme alla trota che nel frattempo si era cotta.
In tre quarti d’ora il pranzo era fumante in tavola, servito con un Monastero ossia  un Riesling trentino doc  in modo da bilanciare la forte aromaticità dello zafferano senza sovrastarne i sapori. Forse un po’ caldo con 13.5 gradi ma comunque piacevole e persistente.

domenica 12 febbraio 2012

La Panissa

Come si può intuire da questo lungo silenzio questo gennaio e un pezzo di febbraio sono stati molto intensi, costellati da tutto il corollario di doveri e faccende che questo periodo dell’anno impongono. Sono stata mamma, moglie, figlia, veterinario, tuttofare; ho sopportato il transito di 5 diversi virus, tempeste di neve, gelo siberiano e sono pure rimasta bloccata in casa perchè anche il cancello era in sciopero... Ho superato 3 compleanni, 4 torte, le feste comandate e non, cucinando contemporaneamente per tante persone ognuna con gusti diversi!
I buoni propositi per l’anno nuovo sono andati a farsi friggere ed ho continuato a non andare in palestra, andare a dormire tardi (o meglio, rimanere tramortita sul divano fino a tardi), mangiare schifezze e comprare quintali di panettoni in saldo che campeggiano ancora sul tavolo per colazione!
E io? 
IO adesso sono distrutta e pure un po’ confusa sul da farsi, MA con qualche idea che mi riprometto di non deludere: intanto voglio rimettermi in pari con tutti i post mancati, e poi vorrei provare a scrivere un diverso menù per ogni settimana. 
Naturalmente... Da domani! 
Intanto vi lascio con qualcosa di veramente MIO, con cui sono cresciuta, mangiando prima tutti i fagioli e poi il risotto...


PANISSA biellese
Soffriggere in olio extravergine d’oliva della cipolla tagliata a velo con della salsiccetta spellata , appena comincia ad imbiondire versarci il riso ( carnaroli of course) : un pugno per ogni commensale più uno per la pentola.
Far tostare continuando a mescolare e poi aggiungere del vino rosso, di solito barbera, farlo sfumare, salare, e cominciare ad aggiungere il brodo a piccoli mestoli, sempre continuando a mescolare. A questo punto aggiungere un rametto di rosmarino e un cucchiaio abbondante di estratto di pomodoro.
A metà cottura aggiungere i fagioli rigorosamente borlotti: per facilità ho usato quelli in scatola ma con un po’ di tempo e pazienza si possono usare anche quelli secchi.
Dopo 17 minuti precisi precisi togliere il riso dal fuoco e mantecarlo con abbondante burro.
Il risotto che più risotto non si può è pronto: è la mia pétit madleine

sabato 24 dicembre 2011

BUON NATALE!

Sono una persona fortunata. 
Fortunata perché sono circondata da persone che amo e ne sono riamata, perché ho la possibilità di crescere i miei figli senza preoccuparmi e cercare di vedere il mondo attraverso i loro occhi trasparenti.
Fortunata perché vivo in una splendida casa, in un luogo bello e calmo, che a volte mi sembra un po’ lontano, ma dove ho avuto la gioia di conoscere alcune persone davvero straordinarie. 
Ho persino i canarini e due cani in avanzato stato geriatrico.
Ho tutto?
No, ci sono molte cose che mi piacciono, molte di queste le vorrei tantissimo, e di alcune avrei davvero bisogno... Ma ce n’è una sola che desidero.
Spero che il babbo Natale dei miei figli porti anche a me un po’ della sua magia...
Di mio porterò una decorazione da mettere sul panettone: qualcosa di superfluo, colorato, vivace e un po’ eccessivo: come il Natale che mi Piace!!!
Quindi BUON NATALE A TUTTI! 
A chi non vuole andare ai pranzi e alle cene con i parenti ma poi va e si diverte pure, a chi sta ancora cercando il regalo giusto, a chi sbircia dentro i pacchettini e a chi muore dalla voglia di aprirli ma non lo fa!


E per chi volesse provare a fare un albero di natale come questo basta munirsi di tanto fondente di zucchero e royal icing verde per fare l’albero: questa non è una ricetta: è fantasia...

lunedì 5 dicembre 2011

GIOCARE D'ANTICIPO

PREMESSA: questo dialogo è stato liberamente tradotto dal dialetto valligiano stretto stretto che parla mia nonna: l’italiano ormai lo riserva solo per il medico ed i bis-nipoti.
-ciao Nonna! Buon compleanno! come stai? 
-Mah, come vuoi che stia alla mia età... sto!
-E quanti sono quest’anno? 85?
-MA MI PRENDI IN GIRO? magari fossero solo 85, invece sono già 87...
Ma vieni qui che ho una cosina per te, che è quasi Natale e lo sai che è meglio fare le cose in anticipo, con calma. 
Ecco questo è il copriletto della mia dote; era già della dote di mia mamma e forse di mia nonna, ma non mi ricordo più...
-Nonna, oggi è il tuo compleanno e tu fai a me il regalo di Natale in anticipo?
-...
  • senti, ma questo copriletto, lo posso usare? cioè... tu lo hai mai usato?
  • ???
  • lo hai mai usato ?
Un vago rossore tinge le guance lisce della nonnona
-Solo da sposina! l’ho usato una settimana e poi ho messo una coperta!!!
In 33 anni non avevo MAI visto mia nonna arrossire e sentirsi imbarazzata...
E che regalo farle? Non ha bisogno di niente, non desidera niente, vive in pace con sé stessa e con gli altri (a parte la nuora) ... però é golosa, molto golosa...
Quindi ho pensato a dei dolcini delicati, con un cuore morbido e saporito, e delicati come quel rossore sulle guance...
I SOSPIRi
600 gr di mandorle dolci
400 gr di zucchero
1 cucchiaio di miele
La scorza grattugiata di 1 limone e un’arancia
120 gr d'acqua
1 gr di essenza di mandorle amare
Procedimento:
Fate asciugare le mandorle nel forno senza farle inbiondire e una volta fredde tritatele finemente con qualche cucchiaio di zucchero.
( io ho usato la farina di mandorle)
Versate il rimanente zucchero in un tegame con fondo alto e aggiungete l'acqua, la scorza dei limoni e l'essenza di mandorle amare. Portate sul fornello e fate scaldare fino ad ebollizione.
Versate la farina di mandorle e cuocete mescolando contunuamente con un cucchiaio. Quando il composto si sarà rappreso leggermente togliete dal fuoco e versate su un piatto.
Dividete il composto in piccole porzioni da 20 grammi . Inumiditevi le mani con la grappa  ( io ho usato del mirto) e preparate delle piccole polpette con il composto. Schiacciatele leggermente dando la forma di piccolo medaglione spesso 1 cm o poco più e largo circa 3,5 cm ( le mie erano delle palline)
Sistemate i sospiri su una teglia foderata con carta da forno e infornate a 130°- 150° C con sportello leggermente aperto. Fate asciugare i dolcetti per 15 minuti circa (i dolci non devono cuocere ma solo asciugare esternamente).

A questo punto i dolcini vanno glassati: io non ho seguito la ricetta classica che potete trovare qui (http://myart-robertomurgia.blogspot.com/2011/02/sospiri-di-ozieri.html#.TtyjqmBjRIkma  dato che avevo una quantità enorme di royal icing ho usato quella, stemperandola co dell’acqua ai fiori d’arancio per renderla più fluida.
 Il risultato mi è piaciuto, ma quel che più conta, è piaciuto alla festeggiata...

venerdì 28 ottobre 2011

BUUUU!!!

 Volete vedere qualcosa di veramente spaventoso?

 la mia cucina dopo che ho fatto questi biscotti, per esempio...







sabato 17 settembre 2011

C'é chi le Rose...


Mi rendo conto che il compleanno di un adulto, specialmente se  donna, sia problematico: il cliché degli anni che passano, i bilanci davanti allo specchio, i pensieri che vagolano sui progetti futuri, e poi i regali... cosa aspettarsi, cosa sperare... Cosa regalarsi? Nel corso degli anni, oltre alla caterva di regali che già ricevevo, prima da bimba e poi da fanciulla  ho preso l’abitudine di farmi un regalo da sola, per ricordarmi che mi devo voler bene, perché esisto e sono quella che sono, che posso migliorare ma se non riesco ad amarmi sarà difficile riuscire ad andare avanti. E poi però ogni tanto succede di dimenticarsi i colori, perché gli attimi perfetti purtroppo non durano mai a lungo.
Ma ho deciso che quest’anno un regalo me lo merito: non ne sono molto convinta ma almeno ci devo provare... Ma cosa? Qualcosa di cui ho bisogno o qualcosa che desidero tantissimo? Un paio di Mary Jane rosa cipria o La Bottega blu, un cestino di bacche di vaniglia o un buon libro ( a trovarlo...), assaggiare gli spaghetti d’uovo o una gita? O forse solo un po’ di tempo con le persone che amo e che da tantissimo non vedo più tutte insieme...
E dato che mentre rifletto di solito cucino ( oppure é mentre cucino che rifletto?), le mie mani sono andate verso i contenitori ermetici conservati in frigo, le mie dita hanno cominciato a stendere  e piegare e arrotolare e... Ecco il regalo! I miei fiori preferiti , su di una mini cake alla vaniglia che mi mangerò proprio ora, nel buio della notte, da sola.
C’è chi le rose le coltiva, chi le riceve, chi le aspetta: io le faccio di zucchero.

martedì 13 settembre 2011

AUGURI MARGHERITA!!!


Ho sempre amato cucinare, pasticciare con gli ingredienti, sperimentare e, in fondo, nutrire. E c’è stato il giorno in cui per la prima volta ho cucinato per una festa tra amiche. E siccome non solo ero la cuoca ma anche un’invitata avevo molta paura che i miei biscottini potessero non piacere... poi è arrivata lei, splendida nella sua inconsapevole bellezza, bionda come Grace Kelly e con un sorriso coinvolgente e...CRIK CRIK CRIK ha cominciato a rosicchiare un biscotto dopo l’altro e non si è fermata che tre ore dopo. 
“La voce della verità!” Mi sono detta ...
Ebbene questa meraviglia ha compiuto 3 anni: ci voleva una torta!!!
Una Hello Kitty che gioca tra le margherite, un pan di spagna alla vaniglia con una farcitura al cioccolato.

sabato 27 agosto 2011

ANITA


3 anni. 
Sembra una bambola.
E quando, a piedini nudi, mi è corsa incontro per ringraziarmi mi è sembrato di prendere in braccio un morbido cuscino di piume... E mi ha sorriso con un sorrisone che è tutta sua nonna e mi ha fatta ridere da matti! 
Buon compleanno tesorina! Spero che quest’anno ti faccia ridere tanto, perché quando lo fai illumini tutto ciò che ti circonda!
Si  tratta di una torta alla vaniglia: pan di spagna alla vaniglia inumidito con una bagna alla vaniglia e crema pasticcera alla vaniglia arricchita con gocce di cioccolato fondente.
PAN DI SPAGNA
Ingredienti:
4 uova medie intere (non fredde di frigo)
150 gr di zucchero
1 pizzico di sale
1 bustina di vanillina
150 gr di farina 00 o fecola
Montare con le fruste dello sbattitore elettrico le uova, lo zucchero un pizzico di sale e la vanillina. Cominciare a bassa velocità fino ad arrivare alla massima, finché il composto “scrive”: cioè alzando le fruste si forma una fettuccia che ricade nella bacinella e rimane per un poco in evidenza, come se fosse un disegno, sulla superficie; non più di 10/12 minuti di battitura. A questo punto togliere lo sbattitore e incorporare 150 gr di farina: 4 cucchiai alla volta, attraverso un setaccino e mescolando con un cucchiaio di legno dal basso verso l’alto con GRANDE, GRANDE delicatezza.
Versare nello stampo imburrato, livellare la superficie e mettere in forno per 30/35 minuti a 180°.
BAGNA
50 ml di sciroppo di zucchero di canna
100 ml acqua
1 cucchiaio di estratto di vaniglia
CREMA PASTICCERA
500 gr latte 
150 gr zucchero 
50 gr farina
20 g fecola
5 tuorli
vaniglia 1 baccello o 1 cucchiaio di estratto

in un pentolino di acciaio portare ad ebollizione latte con il baccello di vaniglia aperto a metà e un cucchiaio di zucchero tolto dai 150 (nel caso dell’estratto aggiungerlo a cottura quasi ultimata)
nel frattempo montare i tuorli con lo zucchero, montarli bene, incorporare la farina setacciata e la fecola, togliere il latte bollente dal fuoco, versarlo rapidamente sulle uova montate, mescolare velocemente, riversare nel pentolino rimettere sul fuoco a cuocere per almeno 2 -3 minuti (bisogna dare tempo alla farina di cuocere)
una volta cotta travasare in una ciotola di acciaio per raffreddarla rapidamente.
GANACHE AL BURRO
350 g burro
700 g zucchero a velo
MONTAGGIO
preparare 2 pan di spagna usando una teglia tonda di diametro 28
bagnare ambo i lati con la bagna
con la ganache al burro messa in una sac a poche con beccuccio tondo n6 seguire il perimetro del primo pan di spagna ( come a creare una barriera per la crema pasticcera)
riempire con la crema pasticcera e aggiungere le gocce di cioccolato.
ricoprire con la ganache al burro 
far raffreddare in frigorifero
ricoprire con il fondente di zucchero



decorare a piacere

martedì 16 agosto 2011

ULTIMO SHOT DI FERRAGOSTO


Ferragosto è ufficialmente finito, e benché mi sia alzata tardi mi è sembrata una giornata interminabile: organizzazione, grigliata, anticipi, ritardi, arrabbiature e pentimenti, mangiare, mangiare e ancora mangiare, giocare, ridere, parlare, riordinare, caffè,  parlare ancora, ritrovarsi e salutarsi, ritornare a casa, figli, cani, canarini sistemazione di borse e borsine e, finalmente, prendere fiato, completamente sola, guardando la luna che comincia a dimagrire (l’effetto fisarmonica pare che colga il genere femminile in ogni parte dell’universo). 
La bottiglia di Bunnahabhain occhieggia seminascosta e ne verso poco in un bicchierino, e prima di berlo lo respiro chiudendo gli occhi, e lui esplode nelle sue note violente e cremose. So già che tra poco sentirò il sale dell’oceano pungermi la lingua e poi tabacco da pipa e vaniglia. 
E’ raro che mi convinca a bere a questo calibro ma avevo bisogno di qualcosa di conosciuto, che mi riportasse ad un momento di armonia, un momento di transizione che stranamente non mi spaventava ma mi rendeva felice e forte, circondata da amore e coesione. Sto lavorando per sentirmi ancora così... completa, e invece mi sento come divisa tra tutte le persone che mi circondano: forse un paio di shot farebbero bene anche a loro...

mercoledì 27 luglio 2011

Buon Compleanno Giulio!

Per te, che quando ridi lo fai talmente forte che è impossibile non girarsi e ridere insieme a te.
Per te che quando mi guardi con quegli enormi occhi scuri rendi la mia vita più leggera.
Per te che sai di maschio e di notte mi fermo a guardarti dormire, e mentre sei lì, inerme, posso baciarti e respirarti allo sfinimento.
Per te, che in soli tre anni di vita hai gia rotto il naso ad un bambino di sei, fatto saltare il secondo dente da latte di tuo fratello maggiore e considerevolmente contribuito alla rottura del mio alluce perchè non ti rendi conto di avere la forza di un bufalo che corre il chilometro lanciato.
Per te, che quando è buio e hai paura dei fantasmi tiri le puzze perchè così sei sicuro che scapperanno; e al cinema era molto buio e avevi anche un po’ paura...
Per te, che quando sei nato invece di piangere hai urlato di rabbia e poi sei stato zitto per due giorni.
Per te, che sei il più piccolo della scuola ma anche il più anarchico e dai retta solo a chi ti tratta con dolcezza, e agli altri rispondi serafico “ CHIUDI O BECCO!!!!” e poi fai quello che vuoi.
Per te, che, sonnambulo, vai a dormire sulla mensola dei pelouches.
Per te, che sei indipendente e volitivo ma alla sera, con il pigiamone con i piedi e il ciuccio in bocca vieni da me a dirmi “ io sono Sulio, e sono picchelo” e finalmente esausto ti abbandoni al sonno tra le mie braccia di chioccia indomabile.
Per te, e per saziare la tua fame infinita ho cucinato per due giorni per poter vedere i tuoi occhi brillare davanti alla torta!
Buon Compleanno Amore della mia vita,

La Mamma

giovedì 26 maggio 2011

un battesimo tutto rosa...

Quando da piccola il tempo non mi permetteva di giocare all’aperto mi sfogavo in casa con le bambole che, di volta in volta diventavano figlie, pazienti, nipotine, alunne... Sempre, tutte, rigorosamente bambine infiocchettate di rosa. Poi sono cresciuta, gli orizzonti si sono modificati, ma la voglia di rosa no!
Così quando ho scoperto che nella pancia della mia amica c’era Elisa mi sono sciolta come burro al sole, pronta a dar sfogo alla mia voglia di rosa in tutte le sue sfumature,    giubilante di gioia sono finalmente entrata nei negozi per bambini e mi sono tuffata in pizzi e trine dopo tanto vagare ( e comprare) tra pantaloni ,jeans, felpe e magliette con stampe di trattori, macchine, motori... 
Adesso Elisa è una donnina, ha quasi 10 mesi e sta in piedi da sola, mangia le pappe e ride tantissimo! E quando si è battezzata mamma e papà mi hanno chiesto di pensare ad un piccolo rinfresco per gli amici, il cui tema dominante era... IL ROSA!
E questo è quello che ho preparato:



Farfalle di frolla alla lavanda: ottenute grazie alla polvere di lavanda fatta con i fiori colti in giardino ( in quello di mia zia, per l’esattezza)



Fiori di frolla ai fiori d’arancio: ottenute con l’acqua ai fiori d’arancio. Quella che si usa per la pastiera.


Girandole di frolla alla rosa ed allo zafferano: ottenute con estratto alla rosa e zafferano in polvere.


ciuffetti di meringa: perchè le meringhe stanno sempre bene, mi piace farle, danno quel non-so-che di sbarazzino...


Macarons au chocolat: inossidabili macarons. Piacciono ai grandi, ai piccini e anche a chi segue la dieta a zona!

La torta!!! Un regalo da scartare, e dentro un moelleux au chocolat guarnito con Ganache au chocolat e decorato con fondente di zucchero.

Un tocco di sale...


Panini al latte farciti con prosciutto e peanut butter e
Focaccine farcite alla mortadella con salsa tahine ( mannaggia mi è sfuggita la foto...)


bicchierini al cus-cus
bicchierini con pinzimonio ( per lenire i sensi di colpa...)





si srotola la tovaglia in finto pizzo usa e getta: chicchissima e senza stress e si imbandisce la tavola...

lunedì 16 maggio 2011

Cake design Italian Festival

E così, sabato, ci sono andata.
Sola, non senza un po’ di apprensione, la paura atavica di rimanere in un cantuccio, lasciare i miei uomini da soli...
Però sono andata e... MAGIA! Mi sono divertita tantissimo, ho incontrato persone nuove, fatto amicizia con altre ragazze arrivate da tutta l’Italia, e imparato alcuni trucchi che proprio non conoscevo. 
Ringrazio Elisa, Candida, Roberta, tutte le compagne di corso, le insegnanti che hanno avuto una santa pazienza ma soprattutto lei, Jane Hutton, che mi ha svelato un nuovo magico mondo e che avrei voluto seguire in Inghilterra.
E non è detto che non lo faccia...

venerdì 6 maggio 2011

Un fiore, per caso...

Una delle fortune dell'abitare in campagna è la possibilità di poter accedere a inaspettate forme di appagamento sensoriale. Infatti, nonostante l'aria sia ancora fresca  ciò non impedisce ai profumi delle robinie selvatiche di diffondersi ovunque, soprattutto la sera.  Ieri mattina passeggiando il profumo era particolarmente intenso e così, cammin facendo, ho cominciato a raccogliere i piccoli grappolini di fiori profumati.
Il risultato è stata una cena inaspettata e piacevole!
Avendo raccolto i fiori in mezzo ad un bosco lontano da fonti dirette di inquinamento non li ho lavati, in quanto è un’operazione che ne compromette il delicato sapore perchè elimina il polline. Ho controllato bene bene bene che non ci fossero inquilini e poi li ho immersi in una pastella a metà tra il leggerissimo tempura e la consistente pastella piemontese:
-unire 2 uova con 60 g di farina 00 e mescolare fino ad ottenere una pastella liscia ed omogenea.
-unire 50 g di latte freddo.
-lasciar riposare in frigo fino al momento dell’utilizzo e all’ultimo unire 5 cubetti di ghiaccio.
-friggere in abbondante olio di riso bollente.
-cospargere con il sale o con zucchero a velo vanigliato: in entrambi i casi viene considerato un antipasto!
ieri sera ero in vena di follie quindi, per degustarli al meglio ho deciso di stappare una bottiglia di un certo spessore:
Gewurztraminer alsaziano grand cru du domaine Sylvie Spielmann del 2000.
Ai più sembrerà una follia l’aver bevuto un bianco di 11 anni ma, sebbene ammetta che non poteva più aspettare, era ancora favoloso:
il colore è limpido, giallo oro brillante. Già mentre lo guardavo il profumo mi è arrivato al naso carico: il tocco amilico che c’era appena stappato è scivolato via dopo un’ossigenazione rivelando un bouquet fiorito imperato da gelsomino e fiori bianchi, seguito da composta di mele e frutti gialli: pesca e mango in testa per chiudersi molto lentamente con un tocco salino.
Al palato si è rivelato perfettamente coerente al naso rivelando un’acidità inaspettata per l’età ed una persistenza infinita.
Mi si potrà obiettare che un vino del genere si perda con un piatto poverissimo come quello mostrato, eppure la delicata fragranza dei fiori rendeva più vellutato il vino che allo stesso tempo equilibrava l’untuosità del piatto. probabilmente più che un abbinamento cibo-vino in questo caso si può parlare di un abbinamento vino-cibo: ma perchè pensare sempre di assoggettare il liquido al solido quando si ha in cantina una bottiglia di questa caratura? 

A tavola è comunque il piacere a dover comandare e, certamente, ieri sera lo ha fatto, grazie anche alla buona compagnia...

domenica 27 marzo 2011

Buon Compleanno, GAIA!!!

Lei è arrivata così, inaspettatamente, come se avesse atteso il momento giusto, quello in cui tutti si sarebbero stupiti di più, come se avesse proprio aspettato di essere lei sola a decidere. E a partire dal suo primo sguardo sul mondo ha sempre mantenuto quegli occhietti di donnina piantati in quelli di chi guarda, come chi sa esattamente cosa vuole.
Può sembrare una descrizione strana per una bimbetta che compie 4 anni, eppure lei è sempre stata così, certa nelle sue convinzioni e molto stupita nel caso venga contraddetta, cosa che mi son guardata bene dal fare quando è arrivata da me e mi ha chiamata alla sua altezza per farmi un discorso che dal suo sguardo avrebbe potuto cambiare il corso della storia.
  • Bloom.
  • ... ?
  • MMMmmm! voglio il castello con Bloom.
  • Va bene, hai altre richieste tesorina?
  • si, deve essere bianco rosa e rosso e ricordati che ha le torri.
  • Va bene! Cercherò di fare del mio meglio.
  • Sarà meglio!
  • ....
Con mio grande sollievo la torta le è piaciuta. Ammetto di essere stata un po’ angosciata... Per conto mio le auguro che quest’anno sia per lei pieno di giochi e divertimento!

DOSI PER 12 PERSONE
  • Montare 8 uova con 300 g di zucchero per almeno 15 minuti
  • Aggiungere in due riprese 200 g di farina setacciata con un cucchiaino di lievito e un pizzico di sale mescolando delicatamente.
  • Aggiungere 100 g di farina di nocciole  sempre mescolando delicatamente per non smontare il composto.
  • Mettere in una teglia rettangolare 30x20 imburrata e infarinata e infornare per circa 30 minuti a 180°.
una volta sfornata e sformata la torta l'ho divisa in 2 ed ho sovrapposto le 2 metà unendole con della crema al cioccolato. l'ho spennellata con del semplice sciroppo di zucchero e poi l'ho guarnita seguendo le indicazioni date...

giovedì 3 marzo 2011

UN CESTO DI VERDURA...



Ormai da cinque anni vivo in una piccola, piccolissima comunità, dove sono stata accolta dopo le mie varie peregrinazioni cittadine e pendolari.
Case tra i prati, una bottega, montagne in lontananza e, come ogni frazione che si rispetti, una pro-loco con un calendario fittissimo di intrattenimenti. E così capita a fagiolo una cena a base di bagna cauda, piatto povero che sulle tavole dei piemontesi la fa da padrone!
Mi si offre la possibilità di proporre un dolce da offrire a chi parteciperà e mi viene in mente un cesto con delle verdure, come quelle appena consumate assieme alla saporita salsina...
E così mi son messa all’opera con carrettate di uova-farina-zucchero a preparare un cesto per 70 persone di robusto appetito che, si sa, l’aria buona fa venir fame!
DOSI PER 12 PERSONE
  • Montare 8 uova con 300 g di zucchero per almeno 15 minuti
  • Aggiungere in due riprese 200 g di farina setacciata con un cucchiaino di lievito e un pizzico di sale mescolando delicatamente.
  • Aggiungere 50 g di carote tritate finissime e 50 g di farina di nocciole  sempre mescolando delicatamente per non smontare il composto.
  • Mettere in una teglia rettangolare 30x20 imburrata e infarinata e infornare per circa 30 minuti a 180°.
Ed ecco che la base è pronta: di queste ne ho fatte 5.
Per farcirla ho preparato una crema al gianduja, che in realtà è una crema pasticcera rinforzata al gianduja.
CREMA AL GIANDUJA
  • Montare in una bastardella che poi andrà a bagno maria, 4 tuorli con 100 g di zucchero finchè il composto non “scrive”
  • Aggiungere con la massima delicatezza 60 g di fecola di patate setacciata .
  • aggiungere a filo 500 ml di latte caldo e quando il tutto è ben amalgamato porre la bastardella a bagno maria e continuare a mescolare finchè il composto non tira.
  • togliere la bastardella dal fuoco e aggiungere 300 g di cioccolato gianduja fuso.
Far raffreddare e farcire la torta: con questa dose riesco a farcire 2 strati della torta di cui sopra.
A questo punto la torta va ritagliata della forma desiderata ( io l’ho solo leggermente smussata agli angoli) e poi stabilizzata, ossia va prima spennellata tutta con dello sciroppo e poi ricoperta tutta con una ganache al burro.
SCIROPPO
  • Sciogliere in 100 ml di acqua 50 g di zucchero e 50 ml di liquore a scelta
  • per questa torta ho utilizzato il “brodo di giuggiole” che è un liquore non eccessivamente dolce  che ricorda sia l’aroma di mandorla amare che quello delle amarene.
raddoppiare le dosi fino a raggiungere la quantità desiderata, quindi spennellare tutta la torta in modo che quando verrà ricoperta di ganache non perderà briciole che andrebbero a mischiarsi con la ganache stessa creando un brutto effetto ottico.
GANACHE AL BURRO
  • Montare 250 g di burro con 50 g di zucchero a velo fino ad ottenere un composto gonfio e sodo.
  • A parte montare 1 tuorlo con altri 50 g di zucchero a velo finché diventa quasi bianco.
  • unire delicatamente i due composti fino ad ottenere una preparazione liscia e omogenea.
  • Se si dovesse persentare troppo morbida la di può lasciare indurire in frigo avendo cura di mescolarla ogni tanto.
  • Con la ganache così ottenuta spalmare tutta la torta aiutandosi con una spatola.
Riporre il dolce in frigo intanto che si prepara il fondente di zucchero per la decorazione.
FONDENTE DI ZUCCHERO
Premetto che questa ricetta è nata dalla rivisitazione della ricetta del fondente di zucchero di Rossanina, capo supremo del forum di coquinaria, fantastica e simpaticissima gourmet e gourmand. 
E’ sicuramente anche merito delle ore liete che ho passato leggendo di ricette e di vite che ho sviluppato l’amore per la cucina. Grazie.
  • mettere nel robot da cucina 500 g di zucchero a velo setacciato
  • sciogliere senza far bollire 30 g d’acqua, 60 g di sciroppo di glucosio e 5 g di colla di pesce reidratata e strizzata.
  • versare a filo sullo zucchero a velo con le fruste in movimento fino ad ottenere una palla simile alla plastilina.
  • N.B. nel caso in cui si desideri ottenere del fondente colorato aggiungere i coloranti in polvere insieme allo zucchero e setacciarli insieme quindi procedere come sopra.
A questo punto basta lavorare il fondente delle forme e dimensioni desiderate e appiccicarlo letteralmente alla torta.
Buon Appetito!!!